Wakeout non è nato in una sala riunioni. È nato da due amici d'infanzia che si erano bloccati, avevano provato di tutto e alla fine hanno capito che la risposta era stranamente semplice. Ecco com'è andata.
Pedro e Andres
I due umani responsabili
Capitolo uno
Pedro e Andres sono cresciuti nello stesso quartiere. Famiglie diverse, merende diverse, stesso parchetto sotto casa. Poi la vita li ha portati in direzioni diverse: carriere, responsabilità e quella generale curvatura in avanti che chiamiamo età adulta.
Da qualche parte in quella curvatura, si sono bloccati tutti e due. Depressione. Ansia. La nebbia che scende quando stai seduto troppo a lungo, lavori troppo e ti dimentichi che al cervello che usi tutto il giorno è attaccato anche un corpo.
Il consiglio di sempre (vai in palestra, corri le maratone, trasformati) per due persone che a malapena riuscivano ad alzarsi era del tutto inutilizzabile.
Capitolo due
È cominciato tutto in modo imbarazzantemente piccolo. Uno stiramento alla scrivania. Un giro dell'isolato. Le spalle fatte ruotare quando la tensione alzava troppo la voce. Non allenamento. Solo movimento. Quello che i bambini fanno di continuo, prima che gli adulti insegnino loro a stare fermi.
E qualcosa è cambiato. Non da un giorno all'altro, non in modo clamoroso, ma con costanza. La nebbia si è diradata un po'. L'ansia ha abbassato il volume. È tornata l'energia, non quella frenetica del dopo palestra, ma quella calma da «sono di nuovo una persona».
Ognuno per conto suo, erano arrivati alla stessa cosa: il tuo corpo non è pigro. Non è rotto. Stava solo aspettando il permesso.
Capitolo tre
Quando si sono ritrovati e si sono confrontati, l'idea era ovvia. Non l'ennesima app di fitness. Non l'ennesima fonte di sensi di colpa con un logo elegante. Uno strumento che si apre con una sola domanda: di cosa hai bisogno?
Energia. Sollievo. Concentrazione. Calma. Le cose che vuoi davvero quando alle 16 sei accartocciato su una sedia. Nessuno apre un'app alle 16 pensando «sai cosa mi sistemerebbe? La tartaruga sugli addominali».
Hanno creato Wakeout per la persona esatta che erano stati tutti e due: bloccati alla scrivania, sopraffatti, consapevoli di doversi muovere ma incapaci di affrontare una palestra.
Capitolo quattro
Nel 2020 tutti si sono ritrovati all'improvviso seduti a casa, alle prese con le stesse cose su cui Pedro e Andres lavoravano da tempo in silenzio. Wakeout ha trovato il suo momento. Apple l'ha nominata App dell'anno, non perché fosse un'ottima app di fitness, ma perché era qualcosa di cui il mondo aveva davvero bisogno.
Da lì sono arrivati milioni di Wakeout. Insegnanti tra una lezione e l'altra. Genitori durante il pisolino dei figli. Persone in smart working contro il muro del pomeriggio. Persone che non si erano mai considerate «tipi sportivi» e che hanno capito che il problema non era mai stato il loro corpo. Il problema era l'approccio.
Wakeout esiste perché Pedro e Andres hanno creato quello che avrebbero voluto avere. A quanto pare lo volevano anche tante altre persone.
«Non volevamo creare un'app di fitness. Volevamo stare meglio. Wakeout è quello che è successo quando abbiamo capito come fare.»
Pedro e Andres, fondatori
In cosa crediamo
Non è pigro. Non è rotto. Sta aspettando che tu smetta di ignorarlo.
Tre minuti che fai davvero battono un'ora che non inizi mai. Ogni volta. Per sempre.
Come ti senti conta più di come appari. L'energia prima degli addominali. Sempre.
Non una punizione. Non una penitenza. Uno strumento per tornare a sentirti una persona.
Tre minuti. Nessuna registrazione. Guarda come reagisce la tua schiena quando finalmente qualcuno le chiede qualcosa.